mercoledì, gennaio 16, 2008

PALERMO MIA


Quanto sei bella Palermo mia
la mattina quando ti svegli
stiracchiandoti tra montagne e mare
Le rondinelle volano leggere
tra nuvole che riaprono lentamente
gli occhi ancora tinti di sogni rosa
Al mercato col sole addosso
è allegria
è colore
è fantasia
che gioca con le parole
vestite dei suoni unici del dialetto nostro.

I venditori “abbanniano”
la merce sui banconi, la offrono
mentre girano sorrisi tra la gente
che si incontra, che si racconta,
nel far la spesa ogni mattina lì,
per risparmiare un poco.

Quanto sei bella Palermo mia
nei tuoi viali
nei tuoi palazzi che parlano di storia
gioiosa nei sorrisi dei bambini
che corrono nelle tue ville
mentre girano luccicanti e fantasiose
giostrine e pupi siciliani.

Eppure Palermo mia
t’hanno ferito sempre
t’hanno occupato in tanti
t’hanno infamato
hanno macchiato
del sangue onesto dei tuoi Uomini migliori
le strade tue
e tu hai pianto Palermo mia
hai pianto più del pianto.

Oggi mi sussurri piano dei tuoi dolori
delle periferie abbandonate
dei vicoli del centro storico dimenticati
dove il sole non riesce mai ad entrare
e la gente vive in una stanza che chiama casa.
Mi ripeti sempre che manca il lavoro in questa terra
che soffri nel vedere i giovani tuoi
salire tristi e disperati
su di treno per cercare altrove un futuro umano.

Palermo mia
se solo gli Uomini che ci governano
pensassero alla tua storia
ai tuoi dolori
ai problemi reali d’ogni giorno della gente tua
come cambierebbe tutto!
Solo lealtà e lavoro duro occorre
per dare a te Palermo nostra
la gioia di poter gridare al mondo
“Nella mia terra non c’è più fame”
“Nella mia terra tornano i giovani
perché il lavoro c’è!”.

Nessun commento: